É obiettivo dell’AIFI tutelare la professionalità del nostro operato impedendo, al meglio di quanto ci è possibile fare, l’esercizio delle nostre competenze da parte di chi non ne è, per legge, autorizzato. Perseguire tale scopo è importate non solo per tutelare noi fisioterapisti ma anche per i nostri pazienti che hanno il diritto di essere curati da fisioterapisti veri, qualificati ed aggiornati.

E’ pertanto necessario e doveroso da parte di tutti noi vigilare capillarmente sul territorio nel quale operiamo e segnalare eventuali abusi professionali, veri o supposti tali, di cui veniamo in qualche modo a conoscenza (vedi Codice Deontologico capo III art 32).

Le segnalazioni di sospetto abuso devono essere presentate all’AIFI regionale all’indirizzo info@aifipiemontevalledaosta.it e DEVONO essere corredate da prove documentali (tipo pubblicità, biglietti da visita, fatture, ecc). Quest’ultime sono INDISPENSABILI per poter inoltrare il caso alle autorità competenti con le quali l’AIFI ha già avviato un’ottima collaborazione. L’anonimato del segnalatore viene garantito e sarà cura dell’AIFI farsi portavoce della segnalazione e seguirne i successivi sviluppi.

Nell' ultimo anno AIFI Piemonte Valle d' Aosta ha fatto diverse segnalazioni ai NAS e l' intento è quello di continuare in questa azione di denuncia.

Per completezza si ritiene utile fornire precisazioni in riferimento ad alcune figure specifiche sulle quali rimangono incertezze e zone d’ombra: il laureato ISEF e/o dottore in scienze motorie, il chinesiologo e l’osteopata.

I titoli equipollenti al diploma universitario di fisioterapia sono elencati nel D.M. del 27 luglio 2000, dove si trovano in elenco i titoli di Fisiokinesiterapista, Terapista della riabilitazione e Massofisioterapista proveniente da corso triennale conseguito prima del 1996.

Il titolo di studio di dottore in Scienze motorie, NON E’ EQUIPOLLENTE con quello di Fisioterapista, così come è stato chiaramente espresso dalla Legge n° 63 del 21 Aprile 2011, con la quale si sancisce l'abrogazione definitiva del discusso art. 1-septies, che fortunatamente, durante i suoi 5 anni di vigenza, non ha prodotto alcun effetto

Sulla figura del Chinesiologo si è espressa con chiarezza la Sezione Seconda del Consiglio di Stato in data 18 Febbraio 2009 dichiarando che “la figura del chinesiologo, nel nostro ordinamento, non è nè individuata nè disciplinata come professione sanitaria. Così che i chinesiologi non possono svolgere alcuna mansione riservata ai professionisti dell’area sanitaria”.

Similmente dicasi per la figura dell’ Osteopata: se sono fisioterapisti o medici e quindi hanno titolo all’esercizio di professione sanitaria devono specificare il possesso di tale titolo (fisioterapista - o dottore in fisioterapia - o dottore in medicina e chirurgia – con formazione in osteopatia / osteopata  CO o DO),  altrimenti la sola scritta Osteopata (sia pure vicino a un dr. o dott. poiché una laurea qualsiasi non abilita ad esercizio di professione sanitaria!!) fa presupporre l’esercizio abusivo della professione sanitaria.

Ogni altro titolo – dal “posturologo” all’“esperto in chinesiologia” – in quanto non ricomprese nelle specifiche figure professionali identificate dal d.m. 29 marzo 2001 non sono riconosciute e dunque non possono esercitare – se non abusivamente – la professione in ambito riabilitativo.