Approvata dalla Commissione Attività Produttive della Camera, in sede legislativa, la legge 3270 sulle cosiddette "professioni" non regolamentate.

Purtroppo sul tema si sta già realizzando uno degli effetti che facilmente avevamo profetizzato fin dall'avvio del disegno di legge: la confusione.
Basta leggere i lanci dei media per rendersene conto: da qualcuno che scrive che il provvedimento interesserebbe i Fisioterapisti fino a qualcun altro che racconta che la norma istituisca gli Ordini. Non per fortuna, ma per l'attività continua e coerente di tutte le Professioni Sanitarie, l'art. 1 comma 2, appositamente modificato il 15 novembre 2012, prevede che nessuna attività sanitaria potrà essere esercitata dagli iscritti alle associazioni professionali che la nuova norma intende in qualche maniera regolamentare.
Allo stesso modo, la nuova norma non offre alcuna possibilità di individuazione di altre professioni sanitarie o arti ausiliarie, perché ad essere escluse dall'ambito di intervento dei nuovi "professionisti" sono proprio le attività inerenti prevenzione, cura e riabilitazione, insomma tutte le attività sanitarie che nel rispetto della Costituzione sono vigilate dal Ministero della Salute.
In ossequio al mercato, e non certo per garantire a quelli che il legislatore definisce "consumatori" una maggiore consapevolezza degli operatori, la legge dispone che siano le norme tecniche UNI lo strumento per accreditare, tramite le associazioni professionali, le attività che intendano organizzarsi, rispetto a requisiti che, anch'essi, saranno auto-determinati.

A noi pareva che il concetto di Professione fosse diverso, partendo dal concetto di utilità sociale. In ogni caso, nonostante la norma di salvaguardia delle Professioni Sanitarie inserita, il nostro controllo sarà costante: non potranno essere previste, nemmeno incidentalmente, fra le attività di questi operatori, le attività sanitarie già affidate al Fisioterapista, come erroneamente riportato da qualche pur autorevole Giornale, ad esempio la rieducazione motoria e posturale, l'esercizio terapeutico, le manipolazioni, le mobilizzazioni.
Quando il rapporto fra Professionista e Cittadino è orientato al superamento di un bisogno di salute, soprattutto se con tecniche ed approcci già codificati per le Professioni Sanitarie, si tratta di attività sanitaria riservata per legge ai soli soggetti abilitati allo scopo. La pratica sanitaria può essere svolta solo da chi è in possesso dei titoli abilitanti previsti dalla Legge ed ha superato, allo scopo di garantire la salute dei Cittadini, un esame di stato abilitante. In ultimo, una considerazione: quale tutela della salute è garantita da un governo che afferma di non riuscire ad istituire gli Albi delle Professioni Sanitarie, per i quali addirittura fu violata, non applicando la delega ricevuta all'unanimità dal Parlamento, la legge 43/2006, e riesce invece addirittura in sede deliberante, senza passare dall'Aula, a "regolamentare il non-regolamentare"?

A coloro che in queste ore stanno confondendo il provvedimento approvato, ritenendolo comprensivo anche dell'istituzione degli Ordini professionali in ambito sanitario, raccomandiamo di leggere attentamente il Testo e non diffondere libere interpretazioni.

http://aifi.net/attivita-non-regolamentate